Il Castrum Romano

Il Castrum era l’accampamento o meglio, la fortificazione, nella quale risiedeva in forma stabile o provvisoria un’unità dell’esercito romano come, ad esempio, una legione.

Le forme di questi accampamenti subirono numerose modifiche nel corso della storia di Roma. La tipologia allestita in occasione di Tempora in Aquileia risale all’epoca di fondazione della città di Aquileia ovvero al periodo repubblicano. Si caratterizza per l’uso di materiali provvisori e facilmente reperibili come il legno e la terra questo poiché la sua funzione era quella di proteggere le legioni romane per brevi periodi, durante campagne militari o per far sostare le legioni in marcia: in casi come questo si parla di castra aestiva.

Mi sembra dunque che i Romani, mirando soprattutto alla semplicità, seguano a questo riguardo criteri del tutto diversi da quelli dei Greci. I Greci infatti quando si accampano ritengono che la cosa più importante sia approfittare delle difese naturali, sia perché vogliono evitare la fatica di scavare fosse, sia perché pensano che le fortificazioni artificiali non siano mai altrettanto sicure quanto quelle naturali. Sono costretti perciò a mutare ogni volta la disposizione dell’accampamento, adattandosi alla natura dei luoghi e a cambiare la disposizione reciproca delle singole parti a seconda della varietà dei luoghi stessi; è quindi incerto il punto assegnato in ogni accampamento sia ai singoli soldati sia ai manipoli. I Romani invece preferiscono assoggettarsi alla fatica di scavare fosse e di costruire opere, perché l’accampamento risulti sempre uguale, a tutti noto e semplice a costruirsi.”  (Polibio, VI, 27-32)

Innanzitutto si doveva scegliere il luogo, tracciare la pianta, di forma quadrata (secondo lo storico greco Polibio, 6, 27 –36; III sec. A.C) o rettangolare (secondo Igino, Le fortificazioni dell’accampamento, 32 –44, III sec. D. C.) e ripulire il terreno da ogni ostacolo. Per l’accampamento era preferibile un suolo in pendenza, che favoriva l’evacuazione delle acque, l’aerazione, e rendeva più agevole l’uscita di fronte a eventuali assalitori. Una volta che il terreno era stato spianato, un agrimensore, a partire dal centro del campo, usando uno strumento chiamato groma, disegnava la dislocazione delle vie e del muro (sembra che si chiamasse groma anche il punto centrale del campo).

Il campo era circondato e fortificato da un fossato largo circa un metro e mezzo e profondo in metro, il cui terreno ammucchiato indietro andava a costruire, insieme con zolle di terra e pietrame, un terrapieno di circa due metri di altezza, detto agger, sormontato da una palizzata. Possiamo avvalerci dell’opera dello pseudo Igino “De monitionibus castrorum” (“Sulle fortificazioni degli accampamenti”). In particolare al capitolo 49, si fa riferimento ad una larghezza del fossato di almeno cinque piedi romani (circa 150 cm) e una profondità di circa tre piedi romani (circa 90 cm.). Un presidio, sentinelle lungo la palizzata e corpi di guardia esterni vigilavano l’accampamento con turni di guardia continui durante il giorno e la notte. La guardia era divisa dal tramonto all’alba in quattro vigiliae, ciascuna di tre ore diversamente lunghe secondo la stagione dell’anno.

pianta-castrum

L’accampamento era suddiviso in quattro settori da due arterie principali che si incrociavano ortogonalmente sfociando in quattro porte:

  1. Il Decumanus Maximus (detto via Decumana e, nel tratto finale, via Praetoria) andava dalla porta decumana, sul lato posteriore, alla porta pretoria, sul lato prospiciente il nemico che nel caso di Aquileia era quella rivolta verso il foro.
  2. Il Cardus Maximus (via Principalis) univa la porta principalis dextera alla porta principalis sinistra, aperte sui lati.

Parallela al Cardus Maximus, sul retro, la via quintana (detta così perché attraversava gli attendamenti dei soldati disposti parallelamente lungo le vie perpendicolari alla via principalis, all’altezza della quinta coorte).Sulla via praetoria era situato il Praetorium (ossia quartier generale del comandante, in origine Praetor). Molto vicino si trovava l’Auguratorium, dove venivano presi gli auspici. In prossimità era installata anche una tribuna da dove il comandante in capo amministrava la giustizia e pronunciava discorsi. Vi erano inoltre due spazi aperti: il Forum (la piazza) ed il Quaestorium (sede dell’ufficiale addetto agli approvvigionamenti, il Quaestor).

Le vie delimitavano spazi rettangolari all’interno dei quali si montavano le tende; la più importante era quella del comandante, presentava gli stessi caratteri sacri di un tempio. Lungo la via principalis erano collocati i tabernacula degli ufficiali superiori (tribuni militum e i praefecti); quelli dei centurioni erano invece paralleli al lato posteriore dell’accampamento. Gli alloggi per i soldati si trovavano lungo le vie perpendicolari alla via principalis. Gli auxilia e le truppe scelte alleate (extraordinarii) erano attendati nel settore anteriore dell’accampamento.

L’ordinata disposizione delle tende verrà poi ricalcata dalla pianta della futura Aquileia.

TIPOLOGIE DI TENDE (tabernaculum, -i per gli ufficiali, tentorium, -i per i soldati):

  1. LA TENDA DEL LEGIONARIO (contubernium, -ii)
    La tenda base del legionario, rimasta praticamente invariata durante la lunga storia dell’esercito romano, era progettata per ospitare al suo interno 8 legionari. Le sue dimensioni erano di 10 piedi di lato e 5 di altezza (un piede era l’equivalente di 30 cm odierni). Un mulo trasportava un singolo contubernium, i paletti per piantarlo al terreno, corde, due cesti utilizzati per scavare il fossato attorno al campo, gli strumenti per scavare, una piccola macina per il grano e del cibo supplementare). La tenda era assemblata sul campo ed era fatta di lino e rinforzata con cuoio nei punti delle legature. Il contubernium veniva in realtà utilizzato da 9 o 10 persone. Sembra che 1/4 dei soldati alloggiati nella tenda dovessero rimanere all’erta, quindi solamente 6/8 soldati dormivano al suo interno.
  1. LA TENDA DEL GENERALE (praetorium, -ii)
    Il generale, come tutti gli ufficiali superiori, aveva una tenda di dimensioni maggiori rispetto a quelle dei soldati e dei legionari. Mediamente la tenda misurava 12 piedi di lato, come pure la parte più alta al suo interno. I paletti dovevano essere trasportati da 2 muli. Una tenda di queste dimensioni poteva essere trasportata anche da un carro trainato da buoi. Il problema del carro però era la lentezza e il limite posto dal fatto che esso non poteva percorrere tutte le strade, soprattutto quelle più impervie, perciò si preferiva ripartire il carico su diversi muli.
  1. LA TENDA DEL CENTURIONE
    Il centurione aveva una propria tenda, espressione del rango, addirittura più grande del contubernium poiché utilizzata anche come ufficio. Anch’essa aveva un lato di 10 piedi ma occupava più spazio poiché aveva un’altezza superiore e di conseguenza i tiranti dovevano essere più distanti. Vi erano anche più paletti: 2 al centro e 4 sui lati. La tenda del centurione era trasportata da un mulo guidato da un inserviente, il quale era addetto anche alla cura personale dell’ufficiale. L’animale trasportava, oltre al cibo supplementare, anche l’equipaggiamento dell’ufficiale.

2 risposte a “Il Castrum Romano”

  1. Il circuito murario, le porte, l impianto stradale ricalcante quello romano, l area del foro e quella dell anfiteatro e i mausolei di Madonna delle Grazie e Torrioni sono visibili liberamente; il criptoportico ed il mausoleo degli Acili Glabrioni sono vis

  2. Vi chiedo cortesemente il significato del nome del castrum “Argentoratae”
    Grazie.
    Cordiali saluti. Non

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